Menu
| bellezza primordiale |
|
|
|
|
Genesis Land è un progetto di Francesca Vergnano Una pozza tra la roccia se vi fosse almeno il suono dell'acqua Thomas Stearns Eliot Il senso della ricerca di Francesca Vergnano si configura con una scelta di immagini, di territori, di luoghi che costituiscono l'essenza di un itinerario che dall’Oriente all’Occidente esprime la sua più segreta identità. In particolare, l'indagine intorno alla Scozia e l’Islanda rappresenta l'insostituibile misura di una visione che estrae dal paesaggio scorci, frammenti, segmenti di una realtà che appare percorsa da una luce radente, mentre «Il vento/ Traversa la terra bruna, non udito» (T.S.Eliot da «The Waste Land»). La fotografia diviene, quindi, il mezzo per trasmettere il fascino della natura, il pulsante affiorare del magma vulcanico, l'energia insita nelle rocce che ha scoperto durante il cammino all'interno degli ampi e incommensurabili spazi di una Islanda rivisitata, reinterpretata secondo interiori sensazioni, ridefinita attraverso la magia dell'obiettivo. E una cascata e una spiaggia lavica, un iceberg e i resti di un ponte che sembrano una scultura, appaiono come gli elementi di un discorso mai solamente etico, ma scandito in atmosfere rarefatte, misteriose, stemperate nella profondità delle ombre che annunciano la notte, il silenzio, l'attesa della luce. La sequenza delle «tavole» in bianco e nero restituisce il fascino dei rilievi visti in lontananza, la bellezza di pianure rigorosamente vuote, la tensione di una figurazione colta e trascritta come fosse ritagliata nei contorni, nitida, incantata. E le acque del mare che s'infrangono sulla scogliera, la calma assoluta che si avverte osservando gli scatti, il «ribollire» della materia, concorrono a fissare i termini dell'impegno della Vergnano che crede fermamente nei valori di un'immagine emergente dalla sedimentazione del pensiero e del suo essere simbolo, emblema, definizione delle inquietudini esistenziali. In queste fotografie, nulla è affidato al caso, al sogno, agli eventi quotidiani, ma il discorso assume una valenza prevalentemente significante e significativa di quelle emozioni che presiedono al fare arte e, contemporaneamente, segnano le linee di un viaggio della memoria, del fluire inesausto dell'acqua, di una landa desolata, evocativa. Angelo Mistrangelo
|














