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INVISIBILI mostra di Simone Perolari

«Fratello, questa è una guerra. Soltanto Dio sa come andrà a finire. Ho tentato di passare tre volte. Mi hanno sempre preso. Mi hanno picchiato e riportato alla frontiera. Ora mi riposo per qualche settimana e appena trovo qualche soldo riparto».

Lampedusa o Melilla, la storia non cambia. In Sicilia i clandestini provenienti dai paesi magrebini sbarcano tra i turisti in vacanza infastiditi: realtà capaci di convivere nei 20 km quadrati dell’isola senza mai incontrarsi. Stipati nel centro di prima accoglienza dove i diritti umani sono un optional.

Nell’enclave spagnola d’Africa, a Melilla, i migranti arrivano da tutti i paesi dell'Africa nera. Viaggiano a piedi attraverso la savana e il deserto e restano nascosti per anni nelle foreste del Marocco, in attesa di "scavalcare la rete". Braccati dai militari, sottoposti a ogni tipo di violenza, molti non ce la fanno. E allora ripartono per la Mauritania per imbarcarsi per le Canarie, la "nuova porta" d'accesso all'Europa.

 Foto Simone Perolari

Testi Maurizio Dematteis

simone perolari gli invisibili

 
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