elena lazzari PDF Stampa E-mail

Elena Lazzari partecipa alla rassegna con il suo progetto VELOCITà

inoltre come M.E.-W.E. (elena lazzari e marta zen) partecipa alla rassegna per la sezione “fotografia al femminile” con una installazione foto-video dal titolo Hotel Freedom

 

Elena inizia la sua carriera artistica nel 1988, presso lo studio di Mario Erario, fotografo sportivo, apprendendo le tecniche di sviluppo e stampa in bianco e nero, e prosegue l'attività professionale lavorando con altri fotografi, tra cui Stefano Videtta, sviluppando in parallelo le sue attività artistiche.
Nel 2002 entra alla Fondazione Italiana per la Fotografia di Torino nella sezione didattica, e nel 2004 Elena
incontra Marta Zen.

Il primo studio viene presentato alla rassegna IO ESPONGO. il tema toccato è quello del linguaggio. Il titolo è “Progetto-Progetto-Progetto”: un trittico fotografico su un cantiere aperto della città che attraverso interventi a trasferello, si trasforma, di volta in volta, in spazio surreale, immaginato, sognato.

Realizzano una installazione foto-video a Villa Capriglio (Associazione Culturale I Leopardi) sul tema del mondo dal titolo “The ball, la palla – The player, il giocatore”.

Nel giugno del 2004 partecipa al workshop Dialogo 2 per la XIX edizione di Proposte (in collaborazione con Regione Piemonte, a cura di Olga Gambari, Emanuela De Cecco, Francesco Bernardelli) che si conclude con la collettiva in Sala Bolaffi in cui presenta “Aut Aut”. Sempre nel 2004 lavoracon Marta Zen a una installazione foto-video creata come site-specific per i Pic-Nic del Magnete presso la galleria En Plein Air di Pinerolo.

Studia la campagna pubblicitaria per Lazzari Gioielli che esce su La Repubblica con un’immagine dal titolo “Se la bellezza è nutrimento dello spirito”.

Nel giugno 2006 è nuovamente a Villa Capriglio con l’opera “jump cut, uno studio al femminile”.

Nell’ottobre del 2007 partecipa alla rassegna organizzata da Regione Piemonte IN SEDE, dal titolo CHE SCATTO con l’opera seria “Gravitazione” e l’opera faceta “La realtà è un bene immaginato”.

 
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